Brexit conseguenze turismo

La Brexit e le conseguenze per il turismo italiano

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Sono trascorsi ormai 3 anni da quanto il popolo britannico ha votato a favore dell’uscita dall’Unione Europea. A partire dalla mezzanotte del 31 gennaio 2020, quella che era solo un’ipotesi è divenuta una concreta realtà.
Ecco che il Regno Unito abbandona ufficialmente l’Europa e ci si domanda quali conseguenze porterà la Brexit in termini pratici per il turismo italiano.
Se hai in programma una vacanza in Gran Bretagna e Irlanda del Nord, ecco cosa è necessario sapere per prepararsi alla partenza, per evitare inutili sorprese e rimanere bloccati all’aeroporto.

Cosa cambia dopo la Brexit per i turisti italiani

Brexit turismo italiano

Al momento non cambia nulla perché ci troviamo all’interno di un periodo di transizione che durerà fino al 31 dicembre 2020 durante il quale l’Unione Europea e le Autorità del Regno Unito si impegneranno a negoziare i dettagli legati alla “separazione”.
Le conseguenze della Brexit per il turismo italiano si verificheranno a partire dal primo gennaio 2021.
In questo articolo, risponderò ad una serie di domande che mi fanno solitamente i clienti: per quanto riguarda il 2020 tutto dovrebbe mantenersi invariato, ma nel 2021 quali saranno le conseguenze per il turismo italiano per il dopo Brexit?
Basterà la sola carta d’identità o si renderà necessario il passaporto?
Sarà introdotto un visto elettronico?
E per quanto riguarda l’assicurazione sanitaria, ne servirà una?
E ancora: come funzionerà il roaming telefonico?

Quali documenti saranno necessari per viaggiare a Londra

Oggi è possibile raggiungere il Regno Unito, se cittadini residenti in un Paese appartenente all’Unione Europea, sfruttando la sola carta d’identità integra valida per l’espatrio. Come confermato dal sito dell’Ambasciata Italiana, che ha dedicato un’intera sezione per chi sta progettando un viaggio nel Regno Unito, per soggiorni di durata inferiore ai 3 mesi sarà sufficiente la carta d’identità preferibilmente elettronica o il passaporto qualora si provenga da Paesi Extra-UE.

Occorre tenere presente che, si avvicina al momento in cui la carta d’identità non basterà, come sottolineato dalle autorità britanniche.
Nel corso del 2020, la validità della carta d’identità potrebbe essere interrotta, ecco quindi la prima grande novità in termini di documenti necessari: sarà necessario l’uso del passaporto a prescindere dal Paese di provenienza.
Meglio dunque attrezzarsi per tempo e non farsi cogliere impreparati!

Importante aggiornamento del 10 ottobre 2020:
dal 1° ottobre 2021 si potrà entrare in UK solo con il passaporto anche con una validità residua inferiore ai 6 mesi

Brexit italiani

Sarà necessario il visto?

Dopo la Brexit il primo vero cambiamento che modificherà le abitudini dei viaggiatori riguarderà il visto, in virtù di un dettagliato piano redatto dai conservatori in merito all’immigrazione. I turisti che sopraggiungeranno nel Regno Unito da Paesi appartenenti all’Unione Europea, e quindi anche dall’Italia, dovranno munirsi di visto elettronico: il documento dovrà essere emesso almeno tre giorni prima della partenza per la Gran Bretagna. Ottenerlo sarà piuttosto semplice: occorrerà seguire una semplice procedura online simile a quella attualmente in vigore per accedere agli USA mediante l’ESTA o Electronic System for Travel Authorization. Il costo relativo al futuro visto per accedere al Regno Unito non è ancora stato reso noto. Grazie a tale visto, ogni turista potrà fermarsi in Gran Bretagna per un massimo di 3 mesi, al termine dei quali sarà tenuto a rientrare nel Paese di origine. Permanenze oltre i 3 mesi necessiteranno un visto di lavoro.
Si spera che per soggiorni brevi, per evitare costi e burocrazia, sarà sospesa la richiesta di visto.

Come funzionerà l’assicurazione sanitaria nel Regno Unito

A partire dal 1° gennaio 2021 le tessere europee di assicurazione malattia registrate nell’Unione Europea, per intendere quelle meglio note come tessere sanitarie, non saranno più ritenute valide in Gran Bretagna. I cittadini e turisti residenti in un Paese della Comunità Europea, potranno beneficiare dell’assistenza Sanitaria del Regno Unito in modo gratuito, solo se il Regno Unito avrà stipulato un accordo specifico con il paese di provenienza. Quindi, i turisti dovranno verificare col proprio ente assicurativo nazionale che le eventuali spese mediche possano essere rimborsate. In caso di mancanza di questo accordo la scelta più conveniente sarà quella di sottoscrivere un’assicurazione di viaggio privata.

Per l’intera durata del “periodo di transizione”, fino al 31 dicembre 2020, tutto dovrebbe mantenersi allo stato attuale: non è previsto alcun cambiamento riguardo l’assistenza sanitaria. Fino ad allora la normale tessera sanitaria consentirà ai cittadini europei che transitano in Gran Bretagna di fruire in caso di necessità, di tutte le cure mediche e assistenziali del caso all’interno delle strutture ospedaliere pubbliche. Anche in questo caso appare comunque utile sottoscrivere un’assicurazione privata extra qualora sia necessario soggiornare nel Regno Unito per periodi di tempo prolungato.

Brexit e roaming telefonico

Brexit passaporto

Non mancano tra i turisti che amano la Gran Bretagna i dubbi relativi ai costi legati al roaming telefonico. Da tempo ormai, tutte le compagnie telefoniche presenti nell’intera Unione Europee si sono uniformate, permettendo anche cittadini italiani presenti nel Regno Unito, di usufruire dei propri piani tariffari come se fossero nel proprio Paese di appartenenza. A stabilirlo è stata la stessa Unione Europea, attraverso una specifica legge in vigore dal 15 giugno del 2017. Con l’avvento della Brexit, inevitabilmente la situazione è destinata a cambiare: a partire dal 1° gennaio 2021 tutti i possessori di schede sim italiane che sceglieranno di visitare l’Inghilterra, il Galles e la Scozia, dovranno verificare con il proprio operatore telefonico per la tariffazione in roaming.
Per i lunghi soggiorni è preferibile munirsi in loco di un nuovo numero locale e relativa sim al fine di evitare spese che potrebbero rivelarsi piuttosto ingenti.

Patente

Come avviene oggi, sarà sufficiente la patente italiana per prendere a noleggio un’automobile. Non è necessaria la patente internazionale.

Si potrà viaggiare in Inghilterra con tranquillità?

Sarebbe un peccato rinunciare a tutte le bellezze che un Paese ricco di storia come il Regno Unito è in grado di offrire!
Basta semplicemente organizzarsi per tempo, adeguandosi a quelli che sono gli adempimenti previsti dalla Brexit in ambito turistico. Nessun problema dunque per chi viaggia, purché si prenda sempre come riferimento il sito ufficiale del Governo Inglese.

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