Central Park

New York: il patrimonio artistico della Grande Mela

New York è una città sconvolgente, perché senza averla mai vista ti sembra di conoscerne ogni angolo. La scalinata della Public Library, la Stazione centrale, l’Empire State Building, Washington Square… è sempre stato il mio sogno visitarla, e finalmente qualche anno fa ce l’ho fatta.
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Oggi abbiamo un’ospite speciale: questo post è stato scritto da Monia Aldieri, storica dell’arte e guida certificata per Milano e Pavia.

New York è una città sconvolgente, perché senza averla mai vista ti sembra di conoscerne ogni angolo. La scalinata della Public Library, la Stazione centrale, l’Empire State Building, Washington Square… è sempre stato il mio sogno visitarla, e finalmente qualche anno fa ce l’ho fatta. Un’avventura metropolitana durata 10 giorni che, a voler essere sinceri, con due figli piccoli e l’aria condizionata glaciale di cui i newyorkesi non possono fare a meno, sono diventati 7, complice febbrone che a turno ha colpito ognuno di noi.

Dieci giorni trascorsi a girare in lungo e in largo, mangiando hot dog ai chioschi di cui è costellata la “Grande Mela” cercando di non perdere nulla di questa imponente e amatissima metropoli famosa nel mondo.

New York Empire State Building

A New York l’arte è di casa: i principali musei

E ovviamente, per deformazione professionale, fondamentale per me era visitare i principali musei di New York: ognuno ha le proprie priorità, e la mia era portarmi a casa un notevole “patrimonio esperienziale” legato ad alcuni dei musei più importanti del mondo.

E quindi, in fila il venerdì dalle 15 per entrare gratuitamente al Moma, per mostrare a Niccolò e Alessandro “La notte stellata” di Van Gogh, e per emozionarmi davanti a “Les demoiselles d’Avignon”. Una giornata intera al Metropolitan Museum, commettendo l’errore di voler vedere tutto; sappiate che in quell’immensità che costituisce il Metropolitan Museum, conviene andare a colpo sicuro, organizzarsi per tempo selezionando le proprie opere preferite e iniziare da quello a cui si tiene di più, pena arrivarci alla fine letteralmente stremati.

Museo Storia naturale New York

Non è mancata, durante il nostro viaggio a New York, una giornata trascorsa al Museo di storia naturale, questo poiché il celebre film “Una notte al Museo” aveva esaltato i bambini. Ulteriore tappa del viaggio è stata la visita presso il nuovo (all’epoca) Whitney Museum of American Art, perché il Circo di Calder mi ha sempre entusiasmato.

Gran Central Station New York

La bellezza della Frick Collection di New York

Quello che del mio tour a New York ricordo meglio è senza dubbio la Frick Collection. Approfittando della febbre di prole e compagno, ho deciso di andare a visitare questa particolare casa museo nel cuore di Manhattan, affacciata su Central Park e sulla Fifth Avenue. Qui non sono ammessi i bambini (unica nota negativa), quindi i sensi di colpa sono stati messi a tacere senza grandi patemi.

La collezione si trova all’interno dell’ex residenza del magnate dell’acciaio Henry Clay Frick, ed è stata progettata dall’architetto Thomas Hastings fra il 1913 e il 1914 e ampliata da John Russel Pope negli Anni ’30, mentre il meraviglioso giardino affacciato sulla East 70th Street risale alla fine degli Anni ’70, come il padiglione d’ingresso.

Frick Collection New York

Le prime case museo ovviamente furono di origine europea: si dice che la Frick si sia ispirata al Museo Poldi Pezzoli di Milano, uno dei primi, nato alla fine dell’800 in quella che un tempo era la Corsia del Giardino, ribattezzata via Manzoni dopo la morte del grande scrittore. Henry Clay Frick ha evidentemente voluto portare un “pezzo d’Europa” nel centro della “Big Apple”.

E in queste sale meravigliose, alle pareti, Vermeer, Piero della Francesca, Whistler, Goya, El Greco…e il San Francesco di Giovanni Bellini, talmente bello che per l’emozione mi sono letteralmente venute le lacrime agli occhi.

New York

Grandioso, suggestivo, dai colori pieni della pittura rinascimentale veneziana, “la più grande pala rinascimentale degli Stati Uniti”, come segnalato nel catalogo del museo. E dopo averlo ammirato e salutato, il ritorno nel Lower East Side dai miei febbricitanti compagni di viaggio, non prima di aver incrociato, all’uscita, un collega che a Milano non incontro mai. Evidentemente serviva proprio Bellini per farci incontrare di nuovo e così inaspettatamente!

Monia Aldieri Pagina Facebook – Una guida per Milano

 

 

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